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Vivere dentro la storia al Bravìo delle Botti

Ho visto il Bravìo delle Botti per la prima volta nel 2018. Un caro amico di Montepulciano insisteva da anni perché venissi a vederlo, e alla fine di agosto di quell’anno decisi di salire in paese e assistere a tutta la manifestazione.


Devo ammettere che avevo un po’ di pregiudizi. Pensavo alla classica festa di paese, quella che per ogni abitante è “la più bella del mondo”, ma che vista da fuori rischia di sembrare una fra le tante. Mi sono accorto subito che qui stava succedendo qualcosa di diverso.


Uno dei momenti che mi è rimasto addosso è stata la vestizione del corteo del giovedì. I dettagli dei costumi, l’attenzione maniacale delle costumiste, l’euforia nelle contrade, il modo in cui tutti si muovevano come se provassero da mesi. 


Nulla era lasciato al caso. In quel momento ho realizzato di non essere davanti a una semplice rievocazione storica. Era qualcosa di magico che ogni singolo abitante del paese custodiva maniacalmente.


Bravio delle botti di Montepulciano

Dal primo sguardo al workshop

La decisione di trasformarlo in un workshop è arrivata quando ho capito che questa manifestazione è una vera palestra di racconto. C’è tutto:

  • un evento molto sentito,

  • un territorio forte,

  • protagonisti che portano addosso una storia,

  • giorni di preparazione in cui le cose accadono a un ritmo umano.


Il Bravìo è la seconda manifestazione più importante della Toscana dopo il Palio di Siena.

La corsa, con i barili da 80 kg spinti lungo le vie ripide del borgo, è spettacolare, ma dura pochi minuti. Se ci fermassimo solo lì, porteremmo a casa immagini di gara e poco altro.


Quello che mi interessa far emergere è tutto ciò che avviene prima e attorno: l’attesa, le cene di contrada, i gesti ripetuti ogni anno, il modo in cui la città si prepara a qualcosa che sente proprio.


Entrare nelle contrade

Grazie ai contatti e alle amicizie costruite negli anni, oggi possiamo vivere il Bravìo dall’interno. I pass che utilizziamo non sono un privilegio per “vedere meglio”, ma uno strumento per raccontare l’evento nella sua completezza.


Nei giorni precedenti c’è un fermento continuo. Nelle contrade si preparano i pici, si accatasta la legna per le grigliate, si tirano fuori i tavoli per le cene, si rammendano i vestiti del corteo. Ogni sera succede qualcosa, e il paese intero sembra muoversi al ritmo della festa.


Per chi vuole lavorare per immagini, questi sono momenti impagabili. La gara è il punto di arrivo, ma il racconto comincia molto prima: nelle cucine, nei cortili, nei vicoli in cui si provano i tamburi, nei corridoi dove i costumi vengono sistemati filo per filo.


Bravio delle botti di Montepulciano

Val d’Orcia: come inquadrare la scenografia

Un’altra parte del lavoro si svolge fuori dal borgo, negli allenamenti che le contrade organizzano nei dintorni. Qui lo spettacolo scenografico della Val d’Orcia entra davvero nel racconto.


Mi interessa far emergere il paesaggio non come sfondo decorativo, ma come parte viva della storia. Vedere i bottai allenarsi tra le colline, con il gesto atletico che si misura con lo spazio aperto, crea immagini che tengono insieme due elementi forti:

  • la plasticità dei corpi che spingono, caricano, corrono

  • la terra che accoglie lo sforzo umano


Situazioni in cui la fotografia può uscire dalla logica del “momento clou” e tornare a essere ascolto: capire come la festa si appoggia su un territorio che ha una sua identità fortissima, fatta di vigne, filari, luce.


Camere Bellavista: una casa dentro il racconto

Durante il workshop dormiamo nel centro storico, alle Camere Bellavista. Una scelta logistica comoda ma soprattutto la struttura ideale per affacciarsi sulla campagna e ritrovarsi lungo la parte finale del percorso del Bravìo. Proprio all’ultima curva prima del rettilineo conclusivo.


Questo porta almeno due vantaggi:

  • per chi vuole, è un punto di vista privilegiato sulla gara e sulle prove del giovedì sera;

  • siamo esattamente nel cuore del paese, da dove è facile raggiungere ogni contrada e ogni punto chiave della festa.


Mi piace pensare a questo luogo come a una piccola base editoriale. Ci si rientra per riposare ma anche per riguardare le immagini, capire cosa manca, decidere dove tornare. Il panorama sulla valle, soprattutto al mattino presto o dopo la corsa, è uno di quei momenti in cui si può letteralmente “leggere” il paesaggio prima di fotografarlo di nuovo.


Bravio delle botti di Montepulciano

Cosa chiedo a chi partecipa

A Montepulciano chiedo ai partecipanti una cosa semplice e, allo stesso tempo, impegnativa: sentirsi dentro l’evento.


Non andiamo per accumulare fotografie spettacolari della corsa. Quelle sono le immagini più scontate, e rischiano di assomigliarsi tutte. In otto minuti si possono fare foto sportive eccellenti, ma se ci fermiamo a questo perdiamo la parte più interessante.


Quello che cerchiamo, insieme, è altro:

  • la passione che si legge nei volti

  • il legame con le tradizioni

  • l’identità di una città del vino che vive questo momento come qualcosa di proprio

  • la gioia, la fatica, le piccole tensioni, i gesti ripetuti.


È un lavoro di presenza. Chi viene al workshop deve avere voglia di osservare, di ascoltare, di accettare il ritmo della festa, con i suoi tempi, le sue pause, le sue regole. Il mio compito è aiutare a trovare le situazioni più adatte al racconto, ma spesso sono le situazioni stesse a trovare chi è pronto a vederle.


Lunedì dedicato all’editing fotografico

Il workshop si chiude il lunedì con una giornata dedicata all’editing. Ognuno porta sul tavolo le immagini raccolte nei giorni precedenti e prova a costruire un proprio racconto.


Non è un lavoro semplice perché non basta avere buone fotografie. Bisogna farle dialogare tra loro, capire quale sequenza le rende vive, quali immagini vanno tenute e quali, anche se spettacolari, rischiano di sbilanciare troppo il percorso.


È un mestiere di sottrazione. Spesso chi ha osservato di più, chi non si è fatto ingolosire solo dalle situazioni “forti”, si ritrova con il materiale migliore. Alla fine ognuno porta a casa la propria storia, e ha la possibilità di vedere quella degli altri: modi diversi di guardare lo stesso evento.



Informazioni pratiche

  • Date: 27–31 agosto 2026

  • Ritrovo: 27 agosto, ore 15:00, a Montepulciano

  • Sistemazione: Camere Bellavista, nel borgo antico

  • Quota workshop: 490,00 € (da corrispondere a me)

  • Quota logistica: 495,00 € (da corrispondere all’agenzia Top Travel Team, Verona)


La quota logistica comprende:

  • 4 pernottamenti con prima colazione in camera doppia

  • accordi con le contrade per permessi e accessi

  • pass per seguire il Bravìo da punti favorevoli

  • assicurazione medica base


Non comprende:

  • i pasti

  • i pasti del fotografo accompagnatore (divisi in cassa comune)

  • il supplemento singola (178 €)

  • tutto quanto non indicato nella quota logistica


Per questa edizione restano ancora 2 posti disponibili. Se senti che questo tipo di lavoro - più vicino al racconto che alla cartolina - è nelle tue corde, puoi scrivermi e ti mando tutti i dettagli.


 
 
 

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Beniamino Pisati Fotografo | www.beniaminopisati.com | P.I. 00830360145 | C.F.: PSTBMN77B19F205G | TEL: +39 3295444254

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